I servizi sociali sono attivi specialmente per le fasce della popolazione meno abbienti e con più difficoltà, anche di integrazione. E la percentuale di persone straniere che, loro malgrado, rientrano in queste casistiche è in aumento.

La figura dell’interprete per i servizi sociali si configura come di particolare importanza, perché consente di alleviare l’ulteriore problema della difficoltà di comunicazione, che spesso sfocia in frustrazione, che di solito si somma a quelle altre problematiche di disagio che avvicinano le persone ai servizi sociali.

Come per tutti i settori, anche per quello dell’assistenza sociale, i meeting remoti sono diventati un normale strumento di lavoro, e l’integrazione coi servizi di interpretariato sono una parte importante di questo panorama. Non è un lavoro solo per linguisti professionisti, ma anche e soprattutto un aiuto concreto allo sviluppo solidale della società.

L’interpretariato a servizio del sociale

In contesti di elevata diversità culturale, operatori ed educatori sociali non possono fare a meno di figure specializzate nell’interpretariato per svolgere i propri colloqui con persone in difficoltà. Data l’importanza delle tematiche trattate durante i colloqui, è fondamentale rispondere in maniera pertinente e accurata alle domande e ai dubbi di queste persone. Nei colloqui, l’educatore o l’assistente sociale è accompagnato dall’interprete, che facilita la conversazione e gli permette di prendere decisioni adeguate alle esigenze dell’intervistato.

La scelta dell’interprete ‘giusto’ dipende da molti fattori e varia da caso a caso. Ad esempio, ci sono situazioni in cui il professionista richiede un’interprete donna dato che l’intervistata è una donna e verranno affrontate questioni che, per vari motivi culturali o familiari, è preferibile vengano gestite da una persona del suo stesso sesso.

L’interpretazione consecutiva nel sociale

Nel sociale, il tipo di servizio più utilizzato è l’interpretazione consecutiva, in cui l’interprete attende sempre che ciascun oratore termini il proprio messaggio prima di eseguire l’interpretazione. Com’è logico, questo tipo di colloquio di solito dura più di quello tra un professionista e un utente che parlano la stessa lingua, ma è il modo migliore affinché si instauri tra le parti una comunicazione davvero efficace e chiara sotto tutti i punti di vista.

La sinergia tra interprete e operatore sociale

Prima della sessione interpretativa, generalmente l’educatore e l’interprete hanno un confronto privato per stabilire in che modo si svolgerà il colloquio, quale direzione far prendere all’intervistato e quali saranno gli argomenti da discutere.

Gli operatori sociali in genere cercano di assegnare a ogni famiglia un dato interprete, e di mantenerlo nel tempo, in modo da favorire l’instaurarsi di una relazione e di facilitare i colloqui successivi. Il ruolo dell’interprete in contesti sociali è decisivo: non dovrà soltanto avere le competenze linguistiche, date per scontate, per svolgere in maniera professionale il suo lavoro, ma dovrà anche avere la sensibilità e l’empatia per creare un vero rapporto con l’intervistato, mettendolo a suo agio e aiutandolo a portare fuori, alle orecchie dell’operatore sociale, situazioni drammatiche e traumi del passato.

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